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Le novità PEC del Decreto Semplificazioni

Le novità PEC del Decreto Semplificazioni

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto Semplificazioni (D.L 16 luglio 2020, n. 76), che definisce le misure da attuare con urgenza per la semplificazione e l'innovazione digitale.

L'obiettivo è cercare di semplificare i procedimenti amministrativi, velocizzare gli adempimenti burocratici e digitalizzare la pubblica amministrazione, per aumentare la produttività dopo il periodo della pandemia da Covid-19. Il decreto rappresenta quindi un forte sostegno all’economia verde, ai cittadini e alle attività di impresa.

Decreto Semplificazioni: che cosa prevede?

Il decreto prevede alcune misure per semplificare i rapporti tra Amministrazione, imprese, professionisti e cittadini, come ad esempio un maggiore utilizzo della posta elettronica certificata per determinate procedure.

L'art. 37 introduce delle misure che hanno l'obiettivo di dare effettiva attuazione alle disposizioni contenute nel Codice dell'Amministrazione Digitale (art. 16, D.L. n. 185/2008 e art. 5, D.L. n. 179/2012), che impongono:

  • alle imprese costituite in forma societaria, la comunicazione del proprio indirizzo di posta elettronica certificata al Registro delle imprese;
  • ai professionisti iscritti in albi ed elenchi, la comunicazione ai rispettivi ordini o collegi.

Il domicilio digitale

Il decreto rafforza il concetto di domicilio digitale. Si tratta di un recapito digitale, legato a un indirizzo PEC, inserito nell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, che viene reso disponibile alle Pubbliche Amministrazioni e ai gestori di servizi pubblici per le comunicazioni con i cittadini. Per le imprese (diverse da quelle di nuova costituzione) che non hanno indicato il proprio domicilio digitale è prevista una sanzione raddoppiata rispetto a quanto indicato nell'art. 2630 c.c., proprio per rafforzare la tassatività della norma.

Se invece sono i professionisti a non comunicare il proprio domicilio digitale all'albo o all'elenco di appartenenza, sarà lo stesso Collegio o Ordine di appartenenza ad avere l'obbligo di diffida ad adempiere, entro 30 giorni.

Il decreto Semplificazioni prevede una stretta anche per i Collegi o Ordini: è previsto lo scioglimento e il commissariamento del Collegio o dell'Ordine che non adempie all'obbligo di comunicare all'Indice nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti (art. 6-bis, D.Lgs. n. 82/2005) l'elenco dei domicili digitali e i relativi aggiornamenti.

Sempre per rafforzare l'effettività della disposizione, il decreto prevede che nel caso in cui il Conservatore dell'ufficio del registro delle imprese rilevi un domicilio digitale inattivo, dovrà chiedere alla società di provvedere all'indicazione di un nuovo entro 30 giorni. Se l'indirizzo non verrà fornito in questo lasso di tempo, il Conservatore dovrà procedere alla cancellazione dell'indirizzo dal registro delle imprese.

Posta Elettronica Certificata: quali saranno le altre novità

Il decreto Semplificazioni prevede anche delle novità per quanto riguarda la PEC. Vediamole insieme:

  • è prevista l'adozione di misure per favorire l’accesso ai servizi in rete della pubblica amministrazione da parte di cittadini e imprese. L’art. 24 viene modificato l’art. 6-bis del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale) in modo che nell’Indice nazionale dei domicili digitali dei professionisti e delle imprese siano indicati non solo gli indirizzi PEC dei professionisti iscritti in albi o elenchi tenuti da ordini o collegi professionali, ma anche i domicili digitali dei professionisti iscritti in registri o elenchi detenuti dalle pubbliche amministrazioni e istituti con legge dello Stato;

  • si lavora alla semplificazione della notificazione e comunicazione telematica degli atti in materia civile, penale, amministrativa, contabile e stragiudiziale. L’art. 28  introduce infatti misure di semplificazione per la notifica telematica degli atti giudiziari alle pubbliche amministrazioni. L'obiettivo è superare le problematiche derivanti dalla mancata comunicazione da parte di numerose amministrazioni del proprio indirizzo di posta elettronica certificata. In questo modo, si vuole dare una spinta al processo di digitalizzazione della giustizia.

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